Home I Luoghi nel Tempo Il Tempo nei Luoghi Mappa Crediti Bibliografia

Il Giardino Francese

Secoli XVII - XVIII

L’affermazione di un giardino sempre più segnato da caratteristiche extra urbane per necessità di spazi e dimensioni adeguate alle corti sempre più sfarzose e potenti delle capitali dell’Europa barocca trasferitesi all’esterno del perimetro urbano antico, porta, nel XVII secolo, alla nascita di quello che viene definito giardino alla francese.

Non più legato alle dimensioni “a misura d’uomo” del giardino rinascimentale all’italiana, definite da uno spazio nei pressi dell’edificio lungo normalmente non più di due o trecento metri,  il giardino alla francese coinvolge, pur con il medesimo approccio architettonico simmetrico e geometricamente regolare, tutto il paesaggio visibile, attraverso la creazione di visioni prospettiche che arrivano all’orizzonte.

Gli esempi nei pressi di Parigi della residenza di Vaux e di quella di Versailles i cui giardini sono stati progettati da Le Nôtre sono il simbolo del potere assoluto del re Luigi XIV sulla Francia e parte dell’Europa tra XVII e XVIII secolo, così come dell’uomo sulla natura. Il paesaggio intero viene artificialmente modificato e ricreato da squadre di ingegneri, architetti e giardinieri, artisti e idraulici in una fusione unitaria con i giganteschi edifici della corte reale.

Alle tradizionali funzioni utilitaristiche e ornamentali del verde si aggiungono così funzioni politiche di rappresentanza e di affermazione dell'assolutismo monarchico: come spesso accade nella storia dell’architettura, la magniloquenza del linguaggio, la grandiosità, la scenografica simmetria e geometrizzazione degli spazi, trasmettono all’osservatore quel senso di individuale insignificanza e di collettivo ordine e fermezza che solo il potere assoluto può far provare.

La tipologia di giardino sperimentata nei pressi della capitale francese diviene rapidamente modello per le capitali e le corti di tutta Europa del XVII e XVIII secolo, come testimoniano i casi dei giardini reali di Drottningholm a Stoccolma, della nuova capitale russa Pietroburgo, del parco del castello di Schonbrunn a Vienna, della reggia di Caserta e della palazzina di Stupinigi presso Torino in Italia.

 Se il giardino francese si caratterizza per una chiara vocazione suburbana, o, addirittura, antiurbana, non va tralasciato ciò che il Re Sole opera nella città di Parigi, con particolare riferimento all’abbattimento delle antiche mura e la realizzazione, nella stessa sede, di una serie di lunghi e ampi viali alberati (i boulevards) a perimetrare la città. Oltre al significato urbanistico di tale intervento (l’eliminazione del diaframma, del limite tra città e campagna, tra costruito e non costruito) e a tutto ciò che a questo consegue (in termini di nascita delle periferie, di una città aperta che può espandersi senza limiti, di perdita della forma urbana), è importante sottolineare il fatto che i boulvards sono in qualche modo anch’essi una parte “verde” della città, con una funzione di rappresentanza, autocelebrazione, ma anche di controllo sull’abitato.

Anche questa esperienza viene ben presto esportata, con esiti assai diversi, in altre città europee, primo tra tutti l’esempio di Vienna, e proseguirà, fino a tutto il secolo XIX con l’abbattimento o la definitiva perdita di funzionalità militare di tutte le fortificazioni urbane: mura, porte, bastioni, castelli, cittadelle, campi di Marte, …

 

 

Il Giardino Borbonico

  Il Verde nell'Antichità Il Verde nel Medioevo Il Giardino Italiano Il Giardino Francese Il Giardino Inglese Il Verde tra '800 e '900