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LA COSCIENZA DI
ZENO
di Italo Svevo
Nella coscienza di
Zeno, l'autore abbandona quello che è lo schema ottocentesco
raccontato da un narratore estraneo alla vicenda, e fa si che la
sola voce che il lettore immagina di ascoltare sia quella dell'uomo
inetto:Zeno Cosini. Paziente invitato dal proprio psicanalista a
cimentarsi nella stesura di un memoriale, una sorta di confessione
autobiografica a scopo terapeutico. Di Zeno, che è un nevrotico e
mala immaginario, non ci si può fidare:ciò che egli racconta delle
proprie esperienze lascia spesso il gusto dell'ambiguo, il dubbio su
ciò che corrisponda a realtà e su ciò che, al contrario, sia frutto
di una fantasiosa e consolante menzogna del protagonista...Il tempo
entro cui il romanzo si colloca non ha una connotazione ben precisa,
i fatti non si susseguono cronologicamente e secondo uno schema
lineare. Le vicende passate si mescolano con quelle presenti
formando un unico impasto inscindibile. Zeno frantuma la propria
memoria in miriade di ricordi, lasciando emergere solo le esperienze
cruciali, ognuna di esse dà il titolo ad una sezione del romanzo
che, complessivamente, ne conta sei. Queste vengono precedute da un
preambolo nel quale il protagonista cerca di far riaffiorare alcune
immagini della propria infanzia contrassegnata da inconsapevolezza e
incostanza. Qual è il messaggio di Svevo? Questo è il messaggio di
Svevo: la vera forza è quella di non vivere inchiodato a certezze
che potrebbero crollare da un momento all'altro, ma di mettersi
tramite il disagio in continua discussione con se stessi e gli
altri. Da questo messaggio possiamo cogliere un modo per
affrontare giorno per giorno la vita sentendo ed ascoltando la
nostra "coscienza" e quelli che sono i messaggi che ci manda tramite
una malattia vera o falsa che sia.
Un libro su cui
riflettere, un viaggio descritto in maniera
ironica e divertita nell’inconscio di un uomo da
cui traspaiono ambiguità, contraddizioni e sensi
di colpa.
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IL FU MATTIA PASCAL
di Luigi Pirandello
Il Romanzo racconta la storia di
Mattia Pascal che, intrappolato in difficili rapporti familiari,
angustiato dai dissidi coniugali e dai debiti, si vede prospettare
un giorno la possibilità di fingersi morto, quando nelle acque di un
vecchio mulino viene ritrovato il cadavere di un suicida, cui viene
attribuita, frettolosamente, complice la moglie e la suocera, la sua
identità. All'inizio egli, prendendo l'identità fittizia di Adriano
Meis, sembra assaporare l'eccitazione della nuova libertà, ma
successivamente scopre che fare il
morto non è una bella professione. Decide quindi di farla
finita anche con la nuova identità, simulando il suicidio di Adriano
Meis. Non gli rimane che tornare nei paese d'origine, Oneglia
scoprendo che nessuno lo riconosce più.Arrivato con propositi di
vendetta, Mattia Pascal ben presto li abbandona, convincendosi della
loro inanità. Riprende il vecchio posto alla biblioteca e qualche
volta visita al cimitero la propria tomba, deponendovi pure dei
fiori.Pirandello inserisce, un proprio intervento teso a difendere
la propria opera e la propria arte dalle accuse di cerebralismo e
inverosomiglianza affermando che non solo la vita è più inverosimile
della letteratura, ma che è la vita stessa che copia l'arte. Il tema
principale de Il fu Mattia Pascal è quello dell'identità.
Chi non è riconosciuto dalla legge e dalle burocrazie, non esiste.
E' il dramma delle società moderne. |
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IL RITRATTO DI DORIAN GRAY
di Oscar Wilde
Lui, Dorian Gray, è
l'enigmatico ragazzo innamorato di se stesso, la sua figura ha
qualcosa che incanta, non si può fare a meno di rimanere affascinati
dalla sua bellezza e dai suoi lineamenti. La vita di Basilio
Hallward cambia radicalmente nell'istante in cui incrocia lo sguardo
di Dorian, da quel momento diviene la sua unica musa ispiratrice, il
motivo che fa esistere l'arte e la pittura di Basilio, d'ora in poi
Hallward non ritrarrà più nulla che non sia la bellezza di Dorian
Gray, che solo lui capisce fino in fondo. Dorian non sopporta l'idea
che il tempo lo faccia invecchiare, mentre i quadri del suo amico
non muteranno mai. Durante i pranzi e le cena dell'alta aristocrazia
si immerge in grandi discorsi, osservazioni sulla gioventù,
sull'arte, la vita, il passato. Conosce le gioie e i dolori
dell'amore, i momenti di gioia più grandi rovinati dalla stupidità
di un momento che ti spezza il cuore. I tormenti e le frustrazioni
vissute da Dorian non sfigurano la sua bellezza, ma solo il suo
ritratto più bello, che giorno per giorno inizia a cambiare.
Spaventato da questa stranezza decide di nascondere il quadro, e il
suo terribile segreto. Passano gli anni e Dorian è sempre
bellissimo, nascono storie e racconti sulla sua vita, è diventata
una persona fredda e insensibile capace di chissà quali crudeltà,
storia che lo renderanno ancora più misterioso. Questo libro vi
porterà a chiedervi se davvero una passione può arrivare a
dominarci, tanto da fare gesti inconsulti come un omicidio. Un libro
piacevole, una storia coinvolgente che non vedrete l'ora di finire.
I discorsi e le ambientazioni vi faranno immergere nel lusso e nello
sfarzo del mondo di Dorian, nobile annoiato e viziato come tutti i
benestanti di un tempo. Una curiosità: c'è un film dove potrete
vedere Dorian Gray in carne ed ossa, si intitola "La leggenda degli
uomini straordinari", credo che l'attore che lo interpreta incarni
perfettamente il Dorian letterario che immaginavo.
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LO STRANO CASO DEL
DOTTOR JEKYLL E Mr. HYDE
di Robert Louis
Stevenson
Henry Jekyll è un brillante medico che nel corso
dei suoi studi sulla psiche umana riesce, miscelando
particolari droghe, a mettere a punto una pozione
che può separare le due nature dell'animo umano,
quella buona e quella malvagia. La sua personalità
diventa così scissa in due metà speculari che,
alternativamente, bevendo la pozione o l'antidoto,
prendono possesso del suo corpo, trasfigurandone
anche l'aspetto. Ognuna di esse ha il ricordo di
avere una controparte e la disprezza, ma non può
fare a meno di ritrasformarvisi. La controparte
malvagia di Jekyll prende il nome di
Edward Hyde ("Hide" in inglese vuol dire
nascosto,dunque il cognome è frutto di un gioco di
parole), un essere ripugnante, malvagio ma agile e
forte fisicamente, che si dedica ad ogni sorta di
nefandezze, venendo perciò braccato dalla polizia.
Il dr. Jekyll, che nel frattempo ha perso la sua
naturale e normale forza e aggressività o
risolutezza, divenendo molto più mite, una volta
ritrasformato non riesce a sottrarsi al desiderio di
Hyde di vivere ed è così obbligato, per non essere
catturato, ad ordinare al suo domestico di obbedire
ad Hyde (che così si nasconde nella casa del suo
alter ego) come a se stesso. Sfortunatamente la
parte malvagia prende sempre più il sopravvento ed
alla fine il Dr. Jekyll muore, rimanendo
intrappolato dentro Hyde senza poterne più uscire,
mentre egli si suicida con il veleno per evitare la
cattura da parte della polizia.Un romanzo
complesso, quindi, che parte dal contrasto interiore
dell'animo umano e arriva a trattare temi
attualissimi, oggi come allora, come quelli che
riguardano i confini della scienza, la difficoltà
dell'uomo a staccarsi dal vizio oppure
l'impossibilità di dividere completamente il bene
dal male. Un capolavoro, quindi, che ha aperto la
strada a molti altri romanzi e, potremmo dire, anche
ad una maggior introspezione nell'animo dei
personaggi.
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