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ITALIA
Dal medioevo al Rinascimento
Le esperienze musicali italiane occupano un ruolo di prestigio nella
storia complessiva della civiltà, non solo nellambito del paese, che trovò nella
musica un componente della sua unità artistica e culturale, prima che storica e politica,
ma anche nella prospettiva europea, dapprima con la fioritura del canto gregoriano, poi
con le grandi scuole teoriche, i cui insegnamenti venivano diffusi da compositori ed
esecutori ospiti delle principali corti europee. Testimonianze della più antica scuola
musicale in Italia possono rintracciarsi nellambito del patrimonio archeologico
pre-romano e nel vasto alveo delle musiche e danze popolari.
Con lavvento del cristianesimo fioriscono numerosi centri di
attività musicale, nel più stretto ambito chiesastico o conventuale, ai quali va
riconosciuto il merito di avere diffuso in tuta la penisola unarte dei suoni di alta
ispirazione spirituale e di larga potata sociale, in quanto patrimonio di ogni singola
comunità. I principali fulcri di diffusione della musica chiesistica furono Milano e Roma
rispettivamente con il canto ambrosiano e il gregoriano. Contemporaneamente fiorivano
scuole di teorici che trovavano in Gioseffo Zarlino il più importante trattatista del
sistema armonico.
Seguì nel trecento la prima rinascenza della musica profana che prese il
nome di Ars Nova. Con il secolo successivo, la caccia ballata e le altre forme vocale
trecentesche si strutturavano ed ampliarono in un discorso più complesso e nel quale
primeggiarono musicisti di origine borgognona o fiamminga, mentre i nostri compositori
preferivano attingere ai tipici moduli popolareschi, quali gli strambotti, le frottole e i
canti carnascialeschi. Le due difformi esperienze finirono per influenzarsi reciprocamente
e nel Cinquecento diedero origine al madrigale polifonico, di tono serio e di tecnica
impegnata, e alla villanella, nutrita di spiriti parodistici e spigliata
nell'articolazione.
Il Seicento e il Settecento
Tale trapasso ebbe come conseguenza il passaggio alla musica o alla componente
strumentale del linguaggio polifonico, sino a quel momento pratico in prevalenza dalle
voci, mentre l'elemento corale cedeva più o meno gradualmente il posto all'espressione
lirica di tipo monodico. Nasce in quel contesto di tempo il genere del melodramma. In
seguito se affermarono la scuola veneziana e quella romana, e grazie ad esse il teatro
lirico italiano iniziò la conquista dei palcoscenici in tutta Europa. A tale diffusione
contribuì largamente l'ideazione dell'arte e della stampa musicale, avvenuta nei primi
del XVI sec., i cui benefici effetti si fecero sentire anche sulla produzione delle
composizioni chiesastiche e strumentali.
Sul finire del Seicento è l'arte clavicembalistica a conquistare i favori
del pubblico e vi contribuisce potentemente, negli anni successivi. Antonio Vivaldi aveva
intanto dato spiccato fisionomia alla forma del concerto solistico, e partiture come
quelle dei concerti grossi e si possono scorgere splendidi anticipi delle classiche
strutture delle sonata e della sinfonia.
L'Ottocento non vide un eguale interesse per la musica pura, ha causa
della crescente popolarità del melodramma, al quale avevano già dedicato il loro talento
i maestri della scuola napoletana Gioacchino Rossini è un primo magnifico slancio.
Seguirono con varia generalità Vincenzo Bellini, e Giuseppe Verdi, con il quale il
romanticismo musicale italiano trovò la sua più felice espressione carica di fermenti
patriottici e morali. Un caso tutto particolare fu rappresentato da Nicolò Paganini,
creatore della moderna tecnica violinistica ed unico tra i musicisti italiani del XIX sec.
che riuscì a primeggiare nella musica strumentale su di un piano di grandezza mondiale.
Sull'esiguo filone della musica strumentale e sulla necessità di un
ritrovamento culturale si inserì poi la cosiddetta generazione dell'Ottanta, la cultura
musicale italiana, dopo gli anni del fascismo riacquistò un respiro europeo.
SVEZIA
La Svezia fu debitrice per molti secoli delle altre civiltà musicali ed
è soltanto con F. Berwald, sinfonista dell'Ottocento, che si trovano i primi segni di una
musica colta svedese. Nella sua scia si collocano I. Hallström, A.J. Södermann, J.
Lindegren, L. Norman. Grande fu in Svezia la fortuna di Wagner che ebbe numerosi seguaci
tra cui J.A. Hallen autore di poemi sinfonici. Tra i musicisti contemporanei N. Berg, K.
Atterberg, H. Rosenberg, K.B. Blomdahl, I.N. Lidholm.
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