DUOMOIniziata la costruzione dallantipapa Cadalo nel 1059, consacrato nel 1106, parzialmente rovinato da un terremoto nel 1117 e restaurato nel 1130, è una delle cattedrali romaniche più insigni dItalia anche per le numerose opere darte e i cicli pittorici che conserva al suo interno. Ricorderemo soltanto la bellissima DEPOSIZIONE, lastra superstite di un ambone marmoreo (1178) di BENEDETTO ANTELAMI, il più grande scultore del Medioevo e la CUPOLA affrescata dal CORREGGIO fra il 1526 e il 1530(illuminazione a gettoni), dove è rappresentata lASSUNZIONE DELLA VERGINE: un vento impetuoso trascina in un vortice di luce e di nuvole angeli, arcangeli, santi e beati; aeree figure che formano una fantastica ghirlanda di volti, occhi, braccia, gambe e ali in unapoteosi celeste nella quale trionfa la Vergine Assunta che si intravede in uno scorcio vertiginoso dove più folto è il volo degli angeli. Si conclude, in questa del Duomo, levoluzione delle ardite soluzioni prospettiche e chiaroscurali che già il Correggio aveva attuato nella più raccolta cornice della cupola di San Giovanni.
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BATTISTEROE il monumento più omogeneo, complesso ed evoluto dellarte medievale in Italia. Di transizione dal romanico al gotico (1196-1270), popolato da mille assorte figure, perfetto nella rigorosa unità architettonico-plastica in cui un solo lartista lha concepito, il grande Benedetto Antelami. Lesterno si presenta a pianta ottagonale con quattro ordini di logge che ne alleggeriscono limponente struttura, sormontati da una fascia di archetti ciechi e dalle lanterne cuspidali lungo la balaustra sulla sommità. Le lunette e i fregi degli architravi dei portali profondamente aggettati a nord, sud e ovest delledificio illustrano storie delle Sacre Scritture. Ma è possibile, in poche righe, tentare una sintesi di questa ricchissima miniera della scultura medievale. Allinterno, oltre alle altre lunette antelamiche sui portali e al dovizioso ciclo di affreschi della volta, recentemente restaurati, fra i maggiori complessi pittorici del XIII secolo, sono le 14 stele ad altorilievo, sempre dellAntelami e della sua scuola, che rappresentano i dodici Mesi e le allegorie dellInverno e della Primavera: uno dei massimi esempi di realismo plastico dellarte italiana.
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Iniziata la costruzione nel secolo XI dallantipapa Cadalo (Onorio IX) quando era vescovo di Parma. Fu ingrandito e restaurato in vari periodi fino a che nel 1232 il Vescovo Grazia non ne fece rifare ompletamente la facciata. Dal 1553 al 1568 il Vescovado fu la prima residenza in città del duca Ottavio Farnese. Dal 1922 al 1930 sotto il vescovo Guido Maria Conforti la facciata fu riportata allantico aspetto duecentesco con il ripristino delle grandi trifore, delle colonne del piano terra e delle logge del cortile murate nel secolo XVIII. Fra il 1957 e il 1959 sotto il vescovo Evasio Colli fu restituito alle sue forme rinascimentali lelegante cortile interno.
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Iniziata la costruzione nel 1583, sotto il duca Ottavio Farnese, dallarchitetto Giovanni Boscoli di Montepulciano. Limmenso edificio concepito come "palazzo dei servizi" della casa ducale, si accrebbe per decenni fino a raggiungere nel 1611, sotto il grande Ranuccio I, le attuali dimensioni, disposte intorno ai tre grandi cortili del Guazzatoio, di San Pietro Martire e della Rocchetta. Sorta a testimoniare i fasti della casa Farnese, questa assurda e metafisica costruzione è oggi il centro monumentale e culturale della città: contiene, nella vastità dei suoi ambienti, il TEATRO FARNESE,la GALLERIA NAZIONALE, il MUSEO ARCHEOLOGICO, la BIBLIOTECA PALATINA e il MUSEO BODONI. Il nome del palazzo deriva dal gioco della "pelota" che si usava praticare in uno dei suoi cortili. Le ali sud e ovest della Pilotta furono in gran parte distrutte da unapocalittica incursione aerea il 13 Maggio 1944 e fedelmente ricostruite nei primi anni del dopoguerra.
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PARCO
DUCALEE uno dei più bei parchi dItalia. Progettato dal Vignola nel 1561 per incarico del duca Ottavio Farnese, fu progressivamente ampliato e trasformato. Nel 1620, in occasione delle nozze di Odoardo Farnese con Dorotea Sofia di Neuburg, fu scavato il grande laghetto a ovest con al centro un suggestivo isolotto su cui fu collocata nel 1920 limponente fontana del TRIANON su disegno di Giuliano Mozzani del 1712, originariamente sistemata nella reggia di Colorno. A metà del Settecento, sotto i Borbone, il parco fu ridisegnato in stile francese da Pierre Costant dIvry, su progetto del Petitot e fu costruito un diroccato tempietto dArcadi di Parma. Fra il 1753 e il 1766 furono collocati tra i vialetti e i boschi dieci statue in marmo apuano, due gruppi statuari (fra cui quello del Sileno presso lingresso del parco) e alcuni vasi monumentali che ancor oggi adornano il parco, dovuti allo scultore francese J.B. Boudard. PALAZZO DUCALE Costruito nel suo nucleo centrale nel 1564 da Giovanni Boscoli per incarico del duca Ottavio Farnese, fu ampliato nella seconda metà del Settecento dal Petitot. Residenza estiva della corte dopo lannessione di Parma al Regno dItalia fu spogliato di numerosi arredi e opere darte. Attualmente è segno del comando della Legione dei Carabinieri. Conserva nelle grandi sale affreschi di Agostino Carracci, del Tiarini, del Cignani, del Malosso, del Baglioni e del Bettoja.
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Fatta costruire da Alessandro Farnese, governatore delle Fiandre per conto di Filippo II e terzo duca di Parma (1586), sul modello di quella di Aversa, fu fortezza, prigione di stato (la cita Stendhal nella sua "Chartreuse") e caserma dopo lunità dItalia. A forma pentagonale, adorna di un bellissimo portale dingresso progettato da Simone Moschino nel 1596, oggi è un vasto parco pubblico.
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TEATRO REGIOE' uno dei teatri italiani architettonicamente più belli e
più insigni per tradizioni musicali. Fu costruito dall'architetto di corte Nicola Bettoli
per incarico della duchessa Maria Luigia e inaugurato il 16 maggio 1829 con l'opera ZAIRA
appositamente scritta da Vincenzo Bellini. La facciata nobile e severa, adorna di un
elegante colonnato ionico, è in stile neo-classico. Grandioso ed elegante il Ridotto in
stile Impero, vastissimo il palcoscenico mentre la sala ha il soffitto affrescato da
Giambattista Borghesi che dipinse anche il famoso Sipario raffigurante l'allegoria
"Il trionfo della Speranza".
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Appartenente alla Congregazione di Carità di S.Filippo Neri, raccoglie duecento dipinti fra cui un interessante nucleo di opere Toscane del XIV e XVI secolo e un altro di pittori emiliani del XVII secolo. (Foto: "Entrata di Cristo in Gerusalemme" Pietro di Giovanni d'Ambrogio) |