| Le Istituzioni politiche | ![]() |
| La Svezia è una monarchia costituzionale con un parlamento composto da una sola camera, nella quale siedono 349 membri eletti a suffragio universale. Il presidente del parlamento nomina il primo ministro e questi, a sua volta, nomina i ministri. Il parlamento nomina invece i membri dell'Ombudsman, un'istituzione che risale all'inizio dell'Ottocento e che ha il compito di controllo nei confronti dell'apparato pubblico. | |
Attuale re di Svezia è Carlo XVI Gustavo, nato nel 1946, il quale, in base alla costituzione del 1975, ha solo poteri di rappresentanza. Il re Carlo e la regina Silvia (nata nel 1943) hanno tre figli: Victoria, nata nel 1977, Carl Philip, di due anni più giovane e Madeleine, nata nel 1982. Grazie alla legge del 1980 che ha sancito la successione della corona in base alla discendenza senza distinzioni di sesso, Victoria è l'erede designata al trono. |
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La stabilità politica che si è registrata in Svezia nel XX secolo è una grande eccezione nel panorama delle democrazie occidentali: il Partito Socialdemocratico ha guidato il Paese fino agli anni Novanta a partire dal 1932, con la sola eccezione degli anni 1976-1982. Fino agli anni Ottanta i deputati socialdemocratici hanno condiviso il parlamento solo con i rappresentanti di altri quattro partiti: l'ex Partito Comunista, con cui ha tradizionalmente formato il "blocco socialista", il Partito Conservatore-Moderato, il Partito del Centro e il Partito Liberale, che hanno formato H "blocco non-socialista". Nel 1988 si è aggiunto in Parlamento il raggruppamento dei Verdi, che ha però scelto di non far parte di nessuna delle due coalizioni. Nel 1991 sono poi sorti altri due nuovi partiti: quello Cristiano-Democratico, che è entrato nella coalizione non-socialista, e Nuova Democrazia, un partito che si dichiara "di programma" e che non si schiera apparentemente con nessuno dei due blocchi. |
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In Svezia gran parte della popolazione partecipa alla vita politica, soprattutto attraverso forme non convenzionali quali l'attività all'interno di associazioni a favore del riconoscimento dei diritti delle donne, contro l'abuso di bevande alcoliche, e per varie finalità di tipo sociale. Questo fenomeno è probabilmente fortemente associato alla notevole stabilità della democrazia svedese, che ha visto per lungo tempo un fronte politico omogeneo al governo e rare occasioni di esplosione di conflitti interni alla società. Come esempio dell'impegno con cui il governo svedese ha tentato di risolvere i conflitti sociali ancor prima che essi raggiungessero livelli elevati, si può portare il riconoscimento dei diritti dei gay: nel 1995, sull'onda di quanto già avvenuto in Danimarca e in Norvegia, la Svezia ha riconosciuto il diritto all'unione legale delle coppie omosessuali, seppur proibendo loro l'adozione di bambini. Rimane aperto e sempre più preoccupante il problema dell'integrazione degli immigrati stranieri di colore, contro cui negli ultimi anni sono state organizzate diverse azioni intimidatorie. |