BARCA CHE SI MUOVE.GIF (68922 byte)

 

EMIGRAZIONE: CARATTERI GENERALI

 

EMIGRAZIONE: L'abbandono del proprio paese per fissare la residenza in un altro.

La causa fondamentale delle emigrazioni si può identificare nella sovrappopolazione intesa come squilibrio esistente in un dato paese tra popolazione e risorse disponibili.
Nei paesi in cui il tasso di incremento demografico naturale è superiore al tasso di sviluppo economico, si determina un’eccedenza delle forze di lavoro, che tendono a trasferirsi nei paesi in cui il tasso del primo è inferiore a quello del secondo e in cui, quindi, il mercato del lavoro è caratterizzato da un’offerta che la domanda locale non può soddisfare.
Sul piano economico, perciò, le emigrazioni si possono considerare come uno spostamento del fattore lavoro dal territorio in cui la sua possibilità di assorbimento è scarsa o nulla al territorio in cui è ampiamente consentita dal ritmo di espansione economica. Oltre che per cause demografico-economiche, come il desiderio di migliorare il tenore di vita, possono avvenire emigrazioni anche per cause razziali, politiche o religiose. In tal caso le forze attrattive che dirigono il flusso migratorio verso un determinato paese sono generalmente costituite dall’affinità di razza, di opinione politica, di religione con il paese scelto come destinazione. Le emigrazioni possono, inoltre, essere forzate, cioè imposte dalle pubbliche autorità per cause di ordine pubblico, come le deportazioni dei prigionieri, oppure ancora per cause razziali, politiche o religiose.
Una forma particolare di emigrazione forzata è stata la tratta degli schiavi negri dall’Africa all’America effettuata a partire dal XVI secolo al fine di sostituire la manodopera indigena.
Da ricordare l’avventura della nave "Amistad", che rappresentò indubbiamente un importante passo verso la libertà per gli schiavi deportati.
La "Amistad" lasciò l’Avana il 26 giugno 1838 con un carico di 53 negri africani, ed i loro proprietari spagnoli, verso due futuri differenti: il profitto per gli uni e la schiavitù per gli altri. Ma tre giorni dopo la sua partenza, la "normale" nave divenne il palcoscenico di un evento straordinario. Avendo deciso di combattere per la loro libertà , gli Africani catturarono la nave ed iniziarono a dirigersi verso la loro terra - solamente per essere ricatturati e processati per assassinio e pirateria. Nel corso dei successivi due anni, la loro ricerca della libertà divenne una causa ed un impegno che si diffuse attraverso il New England.
Infatti, nonostante la ribellione abbia permesso agli schiavi di impadronirsi della nave e di prenderne il comando, i nemici spagnoli con l'inganno veleggiavano verso est durante il giorno, mentre nelle ore notturne - guidati dalle stelle - si dirigevano a ovest. Per due mesi zigzagarono, avvicinandosi sempre più alle coste americane.
Il 26 agosto 1839, la nave sbarcò a Washington.
Da qui l'inizio delle lunghe battaglie legali che vedevano come protagonisti da una parte i deportati che volevano la fine della schiavitù e l'affermazione della libertà di ogni singolo individuo; dall'altra la Spagna che pretendeva la restituzione della nave e del "carico", accusando i primi di ammutinamento e pirateria.
Il caso passò da una corte alla successiva, e finalmente arrivò alla Corte Suprema. Alla fine, i prigionieri furono dichiarati liberi.

 

BARCA CHE SI MUOVE.GIF (68922 byte)

 

IMMIGRAZIONE: CARATTERI GENERALI

 


IMMIGRAZIONE: Trasferimento in un paese straniero o in una regione diversa da quella di origine per soggiornarvi più o meno a lungo, specialmente a scopo di lavoro.

Alcuni paesi che dispongono di grandi risorse e la cui economia è in espansione hanno talvolta interesse a ricevere, a complemento della popolazione attiva e autoctona, immigranti che contribuiscano ad aumentare la popolazione.
Tale è stato il caso, nei secc. XIX e XX, dei paesi "nuovi", ricchi di possibilità economiche ma sottopopolati. Gli Stati Uniti, il Canada, l’Australia, l’Argentina, l’Africa australe e il Brasile hanno fatto appello alle popolazioni eccedenti appartenenti agli Stati europei: così, dal 1840 al 1914 gli Stati Uniti hanno ricevuto decine di milioni di persone.
Tra le due guerre mondiali, gli effetti della crisi economica, della disoccupazione, le difficoltà che incontrava l’assimilazione di alcuni gruppi di emigranti uniti da una forte coesione nazionale, hanno spinto le legislazioni a ridurre e selezionare l’immigrazione.
Ai nostri giorni l’immigrazione libera e di massa ha quasi cessato di esistere, mentre vengono richiesti tecnici e specializzati.
La Germania Occidentale può invece essere considerata un’eccezione: essa ha saputo in pochi anni assorbire nella sua economia milioni di rifugiati provenienti dalla Germania Orientale.
In molti paesi l’introduzione di immigranti ha fatto sorgere forti ostilità sindacali per tema della disoccupazione, essendo gli immigranti considerati dei concorrenti ai posti di lavoro tali da far abbassare la remunerazione. Generalmente, l’immigrazione può considerarsi, per il paese ricettivo, un vantaggio allorché siano acquisiti lavoratori selezionati sia dal punto di vista fisico sia professionale senza dover sopportare il peso del costo della loro formazione; tale fatto può essere un apprezzabile fattore di espansione economica per i paesi a stagnante sviluppo demografico.
E’ in forza dell’immigrazione che, all’inizio del XX secolo, la Francia, sebbene la natalità fosse in diminuzione, ha potuto mantenere la sua popolazione e accrescere la produzione.

 

 

Indietro