Ordinamento
Morfologia
Clima
Idrografia
Popolazione
Fauna
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Nome: Repubblica Italiana dell'Europa mediterranea. Superficie:
301.302 km2. |
Nome: Monarchia Costituzionale Svedese. |
| Ordinamento: Secondo la Costituzione repubblicana, promulgata il 27 dicembre 1947 ed entrata in vigore il 1° gennaio 1948, l'Italia è "una Repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione". Il Parlamento è a struttura bicamerale e si compone della Camera dei Deputati (630 membri) e del Senato della Repubblica (315 membri elettivi). Prerogativa del Parlamento è la funzione legislativa, esercitata collegialmente dalle due Camere. Esso esercita, inoltre, il controllo sull'indirizzo e sull'attività del potere esecutivo. Il Parlamento, in seduta comune, elegge il presidente della Repubblica, che rimane in carica 7 anni. Attribuzione del presidente della Repubblica è la nomina del presidente del Consiglio dei Ministri e dei ministri. Amministrativamente l'Italia si divide in 20 regioni, di cui 5 a statuto speciale, e 103 province (8 istituite nel 1992). |
Ordinamento: La Svezia è una monarchia costituzionale in seguito alla Costituzione del 6 giugno 1809. Le successive modifiche costituzionali non hanno intaccato i principi fondamentali di divisione dei poteri che da allora reggono il Paese. La nuova Costituzione, entrata in vigore nel gennaio 1975, riduce il potere del sovrano, che rimane capo di Stato, ricoprendo un ruolo soprattutto rappresentativo. Il massimo organo legislativo è il Parlamento (Riksdag) , unicamerale, i cui 349 membri sono eletti per tre anni a suffragio universale e diretto. |
| Morfologia Nel Neozoico imponenti fenomeni eruttivi, il modellamento esercitato dai ghiacciai e, più tardi, quello delle acque dilavanti completarono la fisionomia del Paese, mentre i depositi alluvionali formarono le pianure. L'arco alpino comprende a ovest i più alti gruppi montuosi, con cime permanentemente innevate (Monte Bianco 4810 m, Monte Rosa 4634 m, Monte Cervino 4478 m). In questo tratto la catena principale delle Alpi affonda le radici nella pianura piemontese; in Lombardia e nel Veneto; essa è affiancata dalle Prealpi. La Pianura Padano-Veneta, limitata dalle Alpi e dagli Appennini, è la più vasta d'Italia con i suoi 46.000 km2. Gli Appennini, che costituiscono l'ossatura della nostra penisola, sono meno elevati delle Alpi. I rilievi della Sicilia devono essere considerati la continuazione di quelli appenninici per genesi e per struttura morfologica. Fra essi spicca il grande cono vulcanico dell'Etna. I sistemi montuosi della Sardegna assieme a quelli della Corsica costituiscono un complesso che si distingue nettamente dalle Alpi e dagli Appennini. La linea di costa dell'Italia alterna marine basse e uniformi (prevalentemente nel versante adriatico) a scogliere alte e frastagliate, articolate da numerose baie e ampi golfi (di Genova, Gaeta, Napoli, Salerno, Policastro, Sant'Eufemia, Squillace, Taranto, Manfredonia, Venezia, Trieste).
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Morfologia La Svezia occupa la maggior parte della Penisola Scandinava e precisamente la compatta sezione orientale, ampiamente affacciata al Mar Baltico. Nella fascia occidentale, lungo il confine con la Norvegia, il territorio ingloba il versante orientale delle cosiddette Alpi Scandinave, lunga catena montuosa. La copertura di depositi glaciali è pressoché continua di conseguenza. Vaste aree furono depresse dal peso dei ghiacci talvolta dello spessore di varie migliaia di metri al di sotto del livello del mare. I terreni agricoli della Svezia meridionale sono essenzialmente situati su depositi che erano immersi al momento del ritiro dei ghiacci, i quali coprono vaste regioni nella Svezia centrale e nella fascia costiera meridionale. La glaciazione ebbe un'importantissima azione erosiva (escavazione delle valli, arrotondamento delle masse rocciose, ecc.) e, al ritiro dei ghiacciai, una non meno rilevante attività di sedimentazione. Oltre ad accidentare il paesaggio, i depositi glaciali originarono rapide e cascate nei fiumi e in genere crearono ostacoli al drenaggio, il che portò alla formazione di migliaia di laghi, taluni dei quali sono tra i più estesi d'Europa. Nelle successive e alterne fasi delle glaciazioni si ebbero fenomeni di ritiro e ingressione del mare che determinarono la morfologia costiera. Date le condizioni climatiche e morfologiche, limitatissimi sono l'agricoltura e l'allevamento; caratteristico è però quello transumante delle renne, cui si dedica una parte dei Lapponi, un tempo nomadi, ma oggi in sempre maggior numero sedentarizzati. . |
| Clima Il clima è tipicamente mediterraneo, con inverni miti (da 8 a 12 °C) ed estati calde (da 15 a 28 °C). Le precipitazioni sono scarse (500 mm annui) e concentrate nel periodo invernale. Là dove l'uomo non ha modificato il paesaggio naturale, domina ancora la macchia mediterranea con le sue tipiche essenze sempreverdi. Italia ha un clima temperato con differenze notevoli fra regioni anche vicine. Regione alpina: la temperatura diminuisce con l'altitudine. Notevoli le escursioni termiche annue e diurne. Le piogge cadono in prevalenza d'estate, aumentando da ovest verso est. Per quanto riguarda la vegetazione, sino a 1000 m predominano i boschi di querce e castagni; seguono i boschi di faggi sino a 1500 m, i boschi di conifere sino a 2200 m, con prati e pascoli, la fascia arbustiva e quindi, sino a ca. 2500-2800 m, quella dei pascoli naturali d'alta montagna. Regione padano-veneta: presenta un clima continentale di transizione con temperature medie invernali intorno agli 0 °C e medie estive di oltre 25 °C. Le precipitazioni non sono molto abbondanti (600-700 mm annui). È una regione intensamente coltivata, con rari boschi di querce e di roveri, alternati a macchie di eriche e ginestre. Regione appenninica: presenta un carattere di continentalità che si accentua verso l'interno. Le temperature invernali sono basse (da 4 a 6 °C), mentre quelle estive salgono da 20 a 25 °C. Le precipitazioni sono più copiose nelle zone elevate e nei versanti rivolti a ovest. Nella fascia più bassa, accanto alle querce, compaiono piante di tipo mediterraneo, in quella più alta faggi e conifere, alternati a prati e pascoli. Regione ligure-tirrenica: comprende la fascia litoranea tirrenica settentrionale e occidentale. L'influenza notevole del mare mitiga le escursioni termiche annue; le temperature invernali infatti variano da 8 a 12 °C, mentre quelle estive si aggirano sui 25 °C. Le precipitazioni, cospicue nella parte settentrionale (oltre 2700 mm annui) e in tutte le zone montuose (oltre 1000 mm annui), diminuiscono nelle regioni collinari e pianeggianti (ca. 600 mm). La vegetazione spontanea è rappresentata dalla macchia mediterranea. Regione adriatica: aperta ai venti settentrionali e limitatamente influenzata da un mare poco profondo, ha un clima quasi continentale. Le temperature invernali variano da un minimo di 2 °C nel golfo di Trieste a un massimo di 8 °C in prossimità del Capo d'Otranto; quelle estive per le stesse località oscillano tra 21 e 26 °C. Superiori a 1000 mm annui nel golfo di Trieste, le precipitazioni sono piuttosto scarse nel resto del litorale (ca. 500 mm nella Puglia). La flora spontanea assume sempre più carattere mediterraneo procedendo verso sud. Regione insulare-ionica: comprende le isole e le coste ioniche della Calabria, della Basilicata e della Puglia. |
Clima Il notevole sviluppo latitudinale della S. determina forti variazioni climatiche dal Sud al Nord del Paese; tali variazioni sono particolarmente sensibili però nell'interno, perché nella fascia periferica si fa avvertire pressoché ovunque l'azione mitigatrice del Mar Baltico e dell'Oceano Atlantico, dai cui influssi dipendono anche largamente le precipitazioni. Si ha così un'anomalia termica positiva, assai marcata d'inverno, tanto che a Stoccolma la media di gennaio si aggira sugli 0 ºC, valore che, p. es., per la città russa di Perm, situata anzi a una latitudine leggermente inferiore, scende a -15 ºC. I massimi rigori climatici corrispondono naturalmente alla Lapponia centrale. La temperatura media annua è di 7-8 ºC nel Sud e oscilla tra -1 ºC e -2 ºC nel Nord; le differenze invernali tra le due estremità del Paese sono, in gennaio, di 0 ºC e -14 ºC, quelle estive di luglio, meno accentuate, di 16º e 14 ºC. L'estate è in genere breve, ma nelle estreme regioni sett. l'elevata latitudine dà origine al fenomeno del "Sole di mezzanotte": p. es. a Karesuando, a 68º lat. N, il Sole resta al di sopra dell'orizzonte da fine marzo a metà luglio (per contro le notti invernali durano anch'esse 24 ore). Assai prolungato è il periodo della stagione fredda; nel Nord i ghiacci persistono da ottobre a maggio e d'inverno impediscono la navigazione nel golfo di Botnia, mentre in genere sono sgombre le acque al largo della costa occid. e meridionale. Le precipitazioni sono relativamente abbondanti, con massimi in prevalenza in estate e autunno, e in gran parte cadono sotto forma di neve. La media per la S. è di 800-1000 mm annui di pioggia, più accentuata nelle regioni merid. e occid.; nell'estrema area orient. della Lapponia, al confine con la Finlandia, si scende anche al di sotto dei 500 mm annui mentre sui rilievi nord-occid., che esercitano un'azione di cattura delle masse d'aria marittime, si hanno i valori massimi, con 1500 mm annui. La vegetazione naturale, che ha rioccupato la S. dopo le glaciazioni, è ancora presente su vaste aree del Paese, specie nel Norrland, dove predomina la foresta di conifere, pini e abeti, miste a betulle, la quale trapassa, nelle estreme regioni sett. e sui rilievi, alla tundra subartica; nel Sud del Paese, dove peraltro ampia estensione hanno i campi coltivati, compare la bella foresta di latifoglie con tigli, querce, olmi, frassini e, nella Scania, faggi. |
| Idrografia I fiumi che scendono dalle Alpi e dagli Appennini settentrionali hanno un regime regolare con minimi di portata in inverno e massimi in autunno ed estate. I fiumi dell'Italia peninsulare, a corso ripido e accidentato, sono alimentati soprattutto dalle precipitazioni e presentano un carattere torrentizio con massimi invernali e primaverili. I fiumi dell'Italia insulare accentuano il carattere torrentizio e presentano grandi e violente piene invernali e prolungate siccità estive. Per la maggior parte i fiumi italiani sono tributari del Mar Adriatico. Fra questi il più importante è il Po sia per lunghezza, sia per portata media, seguito dall'Adige. Nel Mar Tirreno si gettano l'Arno e il Tevere; tributari del Mar Ionio sono i corsi d'acqua brevi e torrentizi della Basilicata e della Calabria. I fiumi italiani sono utilizzati come fonte di energia idrica, mentre non hanno alcun valore per la navigazione, eccettuati il Po e il basso corso dell'Adige.
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Idrografia Come si è detto, l'attuale sistema idrografico della Svezia risulta dalla glaciazione quaternaria, cui si devono i profili giovanili dei fiumi e i molti bacini lacustri: l'8% della superficie nazionale è occupata da laghi, e in genere la ricchezza idrica ha fatto sì che la S. sia uno dei Paesi nei quali è più sviluppata l'industria idroelettrica. A parte i corsi d'acqua che si innervano a raggiera dallo Småland, i fiumi nascono dai rilievi occidentale, originandosi per lo più da un lago scavato dai ghiacci nel fianco montuoso, e scendono al Baltico con andamento per lo più parallelo, da NW a SE, formando una serie di rapide e cascate; numericamente rilevanti, sono modesti quanto a lunghezza (in media dai 300 ai 500 km) e ampiezza di bacino (10.000-30.000 km2). La loro portata è piuttosto variabile, registrando le piene in primavera e all'inizio dell'estate, in concomitanza cioè con lo scioglimento delle nevi, mentre la tarda estate e l'inverno sono periodi di magra. Tra i principali fiumi, sono, da N a S, il Lule (Luleälv: älv significa appunto fiume), l'Ume (Umeälv), l'Ångerman (Ångermanälv), l'Indals (Indalsälv) e il Dal (Dalälv), tutti tributari del Mar Baltico; alle loro foci si sono sviluppati centri portuali e della lavorazione del legno, in quanto i fiumi svedesi, specie quelli del Norrland, sono ampiamente utilizzati per la fluitazione del legname. Tra i moltissimi laghi spiccano per le loro dimensioni il Vänern, terzo d'Europa (5585 km2), il cui emissario Göta sbocca nel Kattegat, il Vättern (1912 km2), che comunica invece col Mar Baltico così come il Mälaren (1140 km2), sulle cui rive - così come su varie isole - è in parte edificata Stoccolma. |
| Popolazione Dal 1861 a oggi la popolazione italiana è più che raddoppiata. L'aumento maggiore si è avuto dopo la prima guerra mondiale, ma anche dopo il secondo conflitto l'incremento demografico è stato notevole. Tale aumento è dovuto all'eccedenza dei nati sui morti anche per la diminuzione della mortalità, specie infantile. La popolazione italiana non è equamente ripartita; si addensa attorno ai maggiori centri urbani e in particolare dove alle attività industriali e commerciali si affianca una fiorente agricoltura. Sono densamente popolati la Liguria, la Lombardia e il Piemonte, ricchi di attività industriali, commerciali e agricole; la Campania per le sue fertili terre e l'elevata natalità. La densità si attenua decisamente nelle zone tipicamente agricole, nelle aree montane (Valle d'Aosta) e nei litorali paludosi da poco bonificati (Basilicata). Questa ineguale ripartizione è uno degli effetti degli squilibri economici esistenti tra le varie regioni italiane e della conseguente dinamica della popolazione italiana, che dalle aree a basso reddito unitario tende a spostarsi verso zone a più alto livello economico.
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Popolazione Il popolamento della Svezia sembra sia stato favorito da un addolcimento del clima che si sarebbe manifestato subito dopo il periodo glaciale. Nel secolo scorso si ebbe un considerevole accrescimento della popolazione. Oggi la popolazione urbana è ben l'85,5% del totale, valore tra i più alti del mondo. Tra l'ormai esigua popolazione rurale prevale nella Svezia centrale e meridionale l'insediamento accentrato, con grandi e piccoli villaggi, agricoli nell'interno, di pescatori lungo la costa, mentre nel Norrland, dove lo sfruttamento delle foreste e del suolo è territorialmente discontinuo, predomina la fattoria sparsa. Anzi proprio nel seguire e programmare passo per passo gli ampliamenti urbani ebbero modo di esplicarsi compiutamente la razionalità, il gusto per la sperimentazione, la sensibilità sociale, la "democrazia" nell'ambito dell'urbanistica, tipici di questo Paese. Le città svedesi sono, o per lo meno si sforzano di essere, comode e piacevoli per chi vi abita; sono ricchissime di verde assai estese, perché scarseggiano i grattacieli mentre è data la preferenza agli edifici di media altezza, ben distanziati gli uni dagli altri. Un certo sviluppo urbano ha registrato anche il Norrland; nelle fortune delle città settentrionali dell'interno un ruolo decisivo hanno svolto da una parte la presenza di giacimenti minerari, dall'altra le vie di comunicazione. Strettissimo è in particolare il rapporto tra agglomerati urbani e linee ferroviarie, specie quelle trasversali, colleganti il golfo di Botnia con i porti norvegesi sull'Atlantico. |
| Fauna La fauna d'Italia presenta notevoli differenze nel senso nord-sud e nel confronto isole-continente. Tipici delle Alpi sono: il camoscio, lo stambecco, l'ermellino; rari gli orsi e i cervi. Specie tipiche della Sardegna e isole vicine: il muflone, il daino, il gatto selvatico, il cinghiale. Sugli Appennini e in Sicilia non sono rari i lupi, mentre in Abruzzo sono presenti gli orsi. Diffusi in tutt'Italia lepri, scoiattoli, volpi, tassi, ghiri, martore, topi, pipistrelli, testuggini palustri, lucertole, vipere, bisce d'acqua, rane, numerose specie di insetti, molluschi e altri invertebrati (mancano artropodi dal veleno mortale). L'Italia rappresenta un'importante via migratoria per diverse specie di uccelli, che sono di passo sulle coste tirreniche e adriatiche e sulla Pianura Padana. Specie tipica italiana è il passero d'Italia; sulle Alpi vivono il gallo cedrone, il francolino di monte, il fagiano di monte, il picchio, la pernice. Comuni in Sardegna anseriformi, gruiformi, fenicotteri e rapaci, come avvoltoi, grifoni e aquile, rari sul continente. Tra gli uccelli di passo, comuni le quaglie, le beccacce, i tordi. Interessante è pure la fauna marina, molto ricca presso il golfo di Napoli, con forme abissali presso lo stretto di Messina e nel Mar Ligure. Abbondanti nei nostri mari sardine, acciughe, sgombri e tonni. Per la protezione e la conservazione delle specie caratteristiche sono stati istituiti alcuni parchi nazionali (Gran Paradiso, Abruzzo, Calabria, Circeo, Stelvio).
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Fauna
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