RIFORME DEL SISTEMA SCOLASTICO

I. DESCRIZIONE E VALUTAZIONE DELLE PRINCIPALI RIFORME

Negli anni 90 gli aspetti più significativi del sistema scolastico svedese e, in particolare, l’istruzione obbligatoria (grundskola), sono stati oggetto di riforme.

Gli emendamenti al quadro legislativo dell’istruzione obbligatoria introdotti in questi ultimi anni, hanno modificato radicalmente il controllo e l’organizzazione della scuola, oltre alle condizioni di funzionamento dei singoli istituti e delle municipalità. Nel dicembre 1993, il Parlamento ha adottato una legge che stabiliva le nuove linee guida curricolari dell’intero sistema scolastico centrate sul nuovo sistema di obiettivi e di risultati che reggono la scuola. Come spiegheremo in seguito, queste linee guida hanno introdotto numerosi cambiamenti specialmente riguardo al curriculum, ai programmi delle materie, all’orario e al sistema dei voti nella grundskola.

Con l’inizio degli anni 90 e l’entrata in vigore del nuovo sistema è stata data sempre più importanza al controllo. Il sistema scolastico attuale si distingue nettamente da quello precedente. Ampie riforme sono state attuate sia sul piano della regolamentazione che su quello della ripartizione delle competenze fra i responsabili eletti e i professionisti, sia a livello centrale che a livello locale. Con molte probabilità la crisi economica sta all’origine della richiesta di efficienza, tuttavia i recenti cambiamenti si esprimono anche nella volontà di offrire agli alunni e ai loro genitori libertà di scelta nell’istruzione, sia all’interno di una stessa scuola che fra più scuole.

II. DESCRIZIONE DELLE RIFORME NEI DIFFERENTI AMBITI EDUCATIVI

L’abolizione, avvenuta nel 1991,. della regolamentazione ufficiale sulle condizioni di lavoro degli insegnanti e dei capi di istituto ha contribuito ad attribuire la totale responsabilità della gestione delle scuole alle municipalità. Questa riforma è descritta nella prima parte di questo documento.

Le riforme della grundskola del 1993 e del 1994 (il curriculum e il programma di ciascuna materia sono stati pubblicati nella primavera del 1994) riguardavano l’intero sistema dell’istruzione obbligatoria. Nei paragrafi che seguono (dal 2 al 4) vengono trattati in maniera dettagliata i veri contenuti della riforma, relativi all’organizzazione, alla struttura, al curriculum, ai sistemi di assegnazione dei voti, ecc.

Il paragrafo 5 descrive la riforma della formazione degli insegnanti, mentre il paragrafo 6 descrive i cambiamenti introdotti nell’ambito dell’educazione speciale.

Infine, il paragrafo 7 parla delle riforme della valutazione e dell’ispezione nella grunsdskola.

1. L’AMMINISTRAZIONE GENERALE E LE COMPETENZE

1.1 LE RIFORME DEI POTERI DECISIONALI

Varie riforme introdotte fra il 1980 e il 1990 hanno attribuito maggiori poteri alle autorità locali.

Prima, solo lo Stato era responsabile della retribuzione e delle condizioni di lavoro degli insegnanti. Ciò faceva parte di quel metodo tradizionale dello Stato di esercitare la sua influenza sul sistema scolastico spesso accusato di inefficienza e di mancanza di chiarezza. Le riforme avevano lo scopo di colmare queste lacune. Per questo motivo nel 1991 è stato abolito il controllo dello Stato sulla nomina degli insegnanti e dei capi di istituto da parte delle municipalità le quali, di conseguenza, hanno assunto la responsabilità totale della gestione delle scuole.

La regolamentazione statale è stata per la maggior parte eliminata e sostituita da una nuova legge sui curricula e sull’istruzione. I finanziamenti statali destinati alla remunerazione degli insegnanti hanno lasciato il posto a un finanziamento per il settore scolastico da utilizzare liberamente.

Attualmente, le stesse autorità locali possono distribuire il budget statale, purché rispettino le leggi e la regolamentazione nazionale che assicurano un certo numero di servizi di base. Inoltre, le municipalità hanno il diritto di eliminare imposte sul reddito e di imporre tasse per vari servizi. In linea di principio l’istruzione obbligatoria e l’istruzione secondaria superiore sono gratuite.

Le municipalità, più libere e più responsabili, possono ormai decidere l’organizzazione e il funzionamento scolastici insieme alle stesse scuole. Lo Stato continua a fissare gli obiettivi dell’istruzione, a enunciare le linee direttive e a valutare i risultati a livello nazionale, mentre alle municipalità spetta il compito di organizzare e di gestire le scuole.

2. L’AMMINISTRAZIONE, LA GESTIONE E L’ORGANIZZAZIONE DELLE SCUOLE

2.1 LE RIFORME DELLE COMPETENZE DEGLI ORGANI DI GESTIONE, AMMINISTRAZIONE E CONTROLLO DELLE SCUOLE

Un progetto governativo del 1988 proponeva l’adozione di un sistema di gestione delle scuole fondato sugli obiettivi e sui risultati. In nome del decentramento, il Governo e il Parlamento hanno stabilito il quadro giuridico all’interno del quale le autorità locali (i Consigli di contea e le municipalità), che quindi godono di un’ampia autonomia nell’amministrazione del sistema scolastico, possono svolgere le loro funzioni.

Tutti i Consigli municipali e di contea istituiscono uno o più comitati incaricati di assicurare la conformità delle attività scolastiche con la regolamentazione e le direttive dello Stato. I comitati devono anche assicurarsi che l’istruzione usufruisca delle strutture migliori e più adatte. Questi comitati devono tra l’altro assicurare la costruzione di edifici scolastici, la disponibilità di sufficienti infrastrutture scolastiche, il coordinamento delle attività delle scuole all’interno della municipalità, l’assunzione del personale docente e non docente qualificato, l’organizzazione della loro formazione in servizio e la distribuzione dei finanziamenti municipali per le attività scolastiche, rendere possibile il raggiungimento degli obiettivi indicati nei curricula e rispettare le linee guida generali. In pratica i comitati locali devono assicurare che tutte le scuole svedesi rispettino standard equivalenti in tutto il paese. Ciascuna municipalità deve stabilire gli obiettivi generali delle sue scuole in una specie di programma scolastico adottato dal Consiglio municipale. La municipalità ha l’obbligo di valutare tale programma e di trasmettere allo Stato dei rapporti sulle circostanze e sui fatti rilevanti per la valutazione delle attività scolastiche. Inoltre, ogni scuola deve elaborare un piano di lavoro basato sul curriculum e sulle priorità locali. Anche questo piano di lavoro deve essere sottoposto a un controllo e a una valutazione.

Nel 1991, il Consiglio dell’istruzione e i Consigli scolastici di contea sono stati aboliti e sostituiti da organi più ristretti come l’Agenzia nazionale per l’istruzione e l’Agenzia per l’educazione speciale (per gli alunni portatori di handicap fisici, della vista e dell’udito).

2.2 LE RIFORME DELLE COMPETENZE DEL CAPO D’ISTITUTO

Il capo d’istituto ha responsabilità pedagogica oltre a quella di capo del personale. Il nuovo curriculum della grundskola gli attribuisce la completa responsabilità di assicurare che tutte le attività scolastiche siano volte al raggiungimento degli obiettivi nazionali. Nell’ambito dell’istruzione obbligatoria riformata, è suo compito, tra l’altro, organizzare l’ambiente di lavoro della scuola, coordinare l’insegnamento di diverse materie e fare utilizzare al meglio le risorse disponibili per istituire le attività di recupero necessarie.

Nel 1992, il Parlamento ha votato il nuovo programma nazionale per la formazione dei capi di istituto, della durata di un anno. Questo programma si fonda sui nuovi principi relativi alla gestione delle scuole.

3. L’ORGANIZZAZIONE GENERALE E LA STRUTTURA DEL SISTEMA SCOLASTICO

3.1 LE RIFORME SULL’ETÀ DI INIZIO E DI FINE DELLA SCOLARITÀ OBBLIGATORIA

Dal 1991, i bambini hanno il diritto di iniziare la scuola dell’obbligo all’età di 6 anni, se lo desiderano i genitori e se la municipalità è in grado di offrire loro questa possibilità. Tutte le municipalità dovranno rendere possibile questa opportunità a partire dall’anno scolastico 1997/1998. Nel 1994, il 7,5 % degli alunni iscritti al primo anno della scuola dell’obbligo avevano 6 anni, talvolta anche di meno.

3.2 LE RIFORME DELL’ISTRUZIONE IN STADI, CICLI E LIVELLI

Fin dalla sua introduzione, avvenuta nel 1962, l’istruzione obbligatoria (grundskola) della durata di nove anni, è suddivisa in tre livelli: inferiore, intermedio e superiore. Questa ripartizione è stata abolita il 1° luglio del 1995, in coincidenza con l’introduzione di un nuovo curriculum nell’istruzione obbligatoria.

3.3 LE RIFORME SUL GRADO DI UNIFORMITÀ NELL’OFFERTA SCOLASTICA: LE SCUOLE PRIVATE

Nel 1992/93 sono state introdotte nuove condizioni per le scuole dell’obbligo private (indipendenti). In Svezia il loro numero è relativamente ridotto e, nel 1995, risultano frequentate solo dal 2 % della popolazione.

L’Agenzia nazionale per l’istruzione ispeziona e approva le scuole indipendenti. La condizione per l’approvazione è che l’istruzione offerta dalla scuola fornisca conoscenze e competenze corrispondenti per genere e per livello a quelle fornite dalle altre scuola obbligatorie.

Le scuole private che beneficiano di questo riconoscimento ricevono sovvenzioni da parte delle municipalità in cui risiedono gli alunni che le frequentano. Le municipalità sono tenute a pagare alle scuole indipendenti il 75% del costo medio per alunno frequentante una scuola obbligatoria della municipalità. Il Governo ha stabilito che in futuro ci sarà una riduzione della percentuale.

3.4 LE RIFORME DELLA DISTRIBUZIONE DEGLI ALUNNI NELLE SCUOLE E L’INTRODUZIONE DELLA LIBERTÀ DI SCELTA

Dal 1992, i genitori sono liberi di scegliere la scuola dell’obbligo in cui iscrivere i loro bambini, entro limiti economici e organizzativi ragionevoli. I genitori e gli alunni hanno quindi la possibilità di scegliere fra più scuole municipali e fra più scuole indipendenti riconosciute. La municipalità non è obbligata a sostenere le spese di trasporto degli alunni nel caso in cui genitori scelgano una scuola lontana dall’abitazione.

La libera scelta della scuola non garantisce la disponibilità di posti perché l’istituto prescelto potrebbe essere completo. In tal caso valgono le seguenti condizioni:

  • gli alunni che abitano in prossimità della scuola hanno la priorità;
  • la scelta dei genitori e degli alunni non può comportare aggravi economici o difficoltà organizzative alla municipalità.

4. IL CURRICULUM

La grundskola comprende sia l’istruzione primaria sia l’istruzione secondaria inferiore. L’ultimo triennio della scuola dell’obbligo, in cui l’età degli alunni va dai 13 ai 16 anni, viene classificato come istruzione secondaria inferiore.

Il nuovo curriculum, i nuovi programmi delle materie di insegnamento e i nuovi orari della grundskola sono entrati in vigore dall’anno scolastico 1995/1996 per i primi sette anni di istruzione obbligatoria. Gli alunni del settimo, ottavo e nono anno termineranno la scuola secondo il vecchio sistema, ma la riforma sarà pienamente a regime a partire dall’anno scolastico 1997/98.

Il curriculum definisce i valori fondamentali della scuola, ne fissa gli obiettivi e le linee di orientamento. Il nuovo curriculum darà priorità all’acquisizione di conoscenze e all’insegnamento di norme e di valori. Si parla di obiettivi educativi (da raggiungere attraverso l’insegnamento) e di esigenze educative (obiettivi che gli alunni dovranno avere la possibilità di raggiungere). Gli obiettivi dovranno essere formulati in modo tale da poter permettere di valutare il livello di competenza raggiunto dagli alunni.

I nuovi programmi nazionali di ogni singola materia stabiliranno gli obiettivi da raggiungere alla fine del quinto e del nono anno. Essi dovranno indicare le finalità educative, la struttura e la natura di ogni singola materia, comprese quelle del gruppo delle scienze naturali e delle scienze sociali. Gli insegnanti godranno tuttavia di una grande libertà nella programmazione dei loro corsi e nella scelta dei metodi di lavoro e dei contenuti.

Per garantire norme equivalenti in tutto il paese il Parlamento ha elaborato un orario valido su tutto il territorio nazionale che integrerà la legge sull’istruzione dal 1° luglio 1995. Questo orario prevede un tempo di insegnamento minimo garantito sotto la direzione di un insegnante o di un supervisore, tempo che sarà ripartito in unità di 60 minuti e fra le diverse materie o gruppi di materie. Le autorità educative locali saranno libere di decidere un orario più esteso. L’orario prevede anche ulteriori opportunità per i corsi facoltativi individuali e per lo studio più approfondito di una o più materie. In base al quadro orario, gli insegnanti stessi decideranno sulla distribuzione delle ore di insegnamento fra i vari anni. La sola restrizione sarà quella imposta dalla valutazione del programma alla fine del quinto e del nono anno. Nel nuovo orario sono previste più ore di insegnamento dedicate ai corsi di lingue straniere. Tra l’altro lo spagnolo verrà introdotto, come alternativa al tedesco e al francese, fra le materie facoltative che ogni municipalità è tenuta a offrire. La materie facoltative individuali o locali potranno includere anche una terza lingua straniera.

4.1 IL QUADRO ORARIO DEL CURRICULUM

(Fissa le ore di insegnamento per ogni singola materia o per gruppi di materie per tutta la durata dei nove anni di istruzione obbligatoria)

Materie Numero minimo di ore previste dal curriculum attuale dal 1° luglio 1995
Educazione artistica

230

Economia domestica

118

Educazione fisica e alla salute

460

Musica

230

Attività manuali

282

Svedese

1490

Inglese

480

Matematica

900

Geografia
Storia
Religione

885

Scienze sociali
Biologia
Fisica
Chimica

800

Tecnologia
Lingua straniera

320

Materia a scelta degli alunni

470

Totale

6665

Di cui a scelta della scuola (decise a livello locale)

410

4.2 LE RIFORME DEI CRITERI DI VALUTAZIONE E DI PROMOZIONE DEGLI ALUNNI E L’ORGANIZZAZIONE DEGLI ESAMI PUBBLICI ESTERNI A LIVELLO NAZIONALE

Il nuovo sistema di voti vuole essere obiettivo piuttosto che comparativo e si basa sul livello di competenza raggiunto. Sarà fondato su criteri specifici di profitto da determinare in funzione dei programmi di insegnamento, al fine di permettere agli insegnanti e agli allievi di conoscere con precisione quale livello bisogna raggiungere per poter ottenere un determinato voto. Le votazioni finali, con validità su tutto il territorio nazionale, vengono assegnate nell’ottavo anno e si basano sull’espressione di tre giudizi: promosso, promosso con merito e promosso con grande merito.

L’omogeneità della valutazione sarà ottenuta per mezzo di prove nazionali; le prove di lettura, scrittura e aritmetica dovrebbero essere effettuate in tutte le scuole municipali alla fine del secondo anno. Tutte le scuole municipali devono effettuare anche delle verifiche in svedese, inglese e matematica, alla fine del quinto e del nono anno. Le verifiche di svedese devono aver luogo anche nelle scuole private.

5. GLI INSEGNANTI

5.1 LE RIFORME DELLA FORMAZIONE INIZIALE DEGLI INSEGNANTI

Dal 1977 l’istruzione superiore ha cominciato a prevedere la formazione degli insegnanti. Nell’autunno del 1988, in seguito a una decisione del Parlamento, è stato introdotto nella grundskola il nuovo programma di formazione degli insegnanti che sostituisce i programmi precedenti per insegnanti dell’istruzione inferiore e intermedia della grundskola (dal primo al sesto anno) e quelli dell’istruzione superiore (dal settimo al nono anno). La riforma della formazione iniziale degli insegnanti si basa sulla volontà di rendere più coerente e omogenea la scuola dell’obbligo. Questa formazione è quindi diretta essenzialmente all’istruzione obbligatoria, senza coinvolgere direttamente l’istruzione secondaria superiore. Essa è organizzata in maniera tale da diffondere una cultura comune a tutti gli insegnanti di questo livello di istruzione.

Nel 1992/1993 è stato introdotto un uovo programma di formazione per le ultime classi della grundskola per permettere agli studenti che si sono specializzati in determinate materie di intraprendere la formazione a un livello di studi più avanzato. Nello stesso anno è stato introdotto anche un programma supplementare per gli insegnanti della grundskola diretto a offrire una formazione all’interno dell’educazione degli adulti.

In seguito alla riforma dell’istruzione superiore del 1993, esiste un solo diploma per insegnare nella grundskola con diverse specializzazioni e diverse alternative.

I corsi per la formazione iniziale degli insegnanti della grundskola si svolgono presso istituti e college universitari. Il programma della formazione prevede due varianti: la prima per i primi sette anni di grundskola (tre anni e mezzo di studi) corrispondente a 140 punti, la seconda per gli ultimi cinque anni (dal quarto al nono, pari a quattro anni e mezzo di studi) corrispondente a 180 punti.

La prima variante (dal primo al settimo anno) prevede due possibilità: svedese e scienze sociali e matematica e scienze. La formazione che viene offerta agli insegnanti li mette in grado di insegnare tutte le materie obbligatorie previste nel curriculum per i primi tre anni, e anche un certo numero di altre materie in programma fino al settimo anno. Tutte queste materie vengono insegnate a tutti gli alunni.

Il diploma che permette di insegnare dal quarto al nono anno può essere conseguito attraverso strade diverse: la prima prevede che gli studenti possano seguire tre anni e mezzo oppure quattro anni e mezzo di studi corrispondenti rispettivamente a 140 e 180 punti (la formula più lunga è la più richiesta); la seconda, introdotta nell’anno 1992/93, richiede quattro anni e mezzo di studi per un totale di almeno 180 punti. Per la materia principale sono necessari almeno 60 punti, mentre per le altre discipline ne sono richiesti 40. Le attività artistiche e musicali necessitano di un minimo di 80 punti.

5.2 LE RIFORME DELLA FORMAZIONE IN SERVIZIO

La formazione in servizio del personale insegnante costituisce uno strumento importante del sistema di gestione delle scuole fondato sugli obiettivi e sui risultati. Essa permette infatti di equiparare l’insegnamento a un livello qualitativamente elevato in tutte le scuole svedesi. Lo scopo della formazione in servizio deve essere quello di contribuire alla realizzazione degli obiettivi nazionale e allo sviluppo delle attività scolastiche. Perciò essa dovrebbe accrescere le conoscenze, le competenze e le attitudini di tutto il personale insegnante. Il raggiungimento di questi obiettivi è stato sollecitato a più riprese dal Parlamento e dal Governo, a partire dal 1989.

Nell’autunno del 1990, il Parlamento ha deciso una nuova ripartizione delle competenze fra lo Stato e le municipalità. Da allora, le autorità locali hanno la responsabilità della gestione della formazione in servizio, mentre sia lo Stato sia le municipalità sono responsabili di seguire e di valutare le attività locali.

5.3 LE RIFORME DELLE CONDIZIONI DI LAVORO

Prima del 1° gennaio 1990 gli insegnanti della grundskola venivano assunti dalle municipalità, ma era con lo Stato che i loro sindacati negoziavano le retribuzioni e le condizioni di lavoro. Lo Stato e le municipalità si spartiscono quindi la responsabilità dell’assunzione del personale insegnante.

La suddivisione della responsabilità dell’assunzione e il trasferimento della relativa competenza alle municipalità sono stati oggetto di un lungo dibattito. Dal punto di vista della municipalità questa spartizione della responsabilità con lo Stato ha costituito un impedimento all’attuazione di una coerente politica del personale e, all’atto pratico, ha comportato l’assenza di un vero e proprio responsabile della gestione delle scuole e delle loro attività. Le varie associazioni degli insegnanti consideravano che la presenza dello Stato costituisse una garanzia per l’equivalenza delle scuole su tutto il territorio svedese. La questione, oggetto di vari sondaggi pubblici nel corso degli ultimi decenni, è stata finalmente chiusa nel 1989 con la decisione di bloccare l’intervento dello Stato nella nomina degli insegnanti e di conferire alle municipalità la completa responsabilità delle scuole.

Questa riforma è stata attuata progressivamente. Attualmente solo le municipalità sono pienamente responsabili della nomina e dell’assunzione degli insegnanti e dei capi di istituto. Dal 1° gennaio 1991 in poi, gli insegnanti equiparati agli insegnanti dell’istruzione prescolare sono dipendenti delle municipalità. Le municipalità devono quindi assicurarsi di impiegare personale sufficientemente competente e qualificato. E’ l’Associazione svedese delle autorità locali che negozia i salari e le condizioni di lavoro con i sindacati degli insegnanti.

L’introduzione dei nuovi curricula, che hanno chiaramente condotto a una ridefinizione del ruolo dell’insegnante, ha favorito lo sviluppo del lavoro di gruppo e della cooperazione all’interno delle scuole.

6. LA COMPENSAZIONE DELLE INEGUAGLIANZE

6.1 LE RIFORME DELL’EDUCAZIONE SPECIALE

La legge del 1985 sull’istruzione verte sull’intero sistema scolastico nazionale, e cioè sulla scuola obbligatoria (grundskola), sulla scuola secondaria superiore, ma anche sulle scuole destinate agli alunni portatori di un handicap fisico, della vista o dell’udito, sulle scuole speciali (scuole obbligatorie per portatori di handicap mentali), sull’istruzione degli adulti e l’istruzione per gli adulti handicappati. La suddetta legge è integrata da ordinanze speciali emesse dal Governo per ciascun tipo di scuola, come i regolamenti sulle scuole per handicappati e sulle scuole speciali dell’istruzione secondaria superiore.

Il 1° dicembre 1985, la responsabilità delle scuole dell’obbligo per portatori di handicap mentali (scuole speciali) è stata trasferita dal Ministero della Sanità e degli Affari Sociali al Ministero dell’Educazione e della Scienza. A partire dal 1° luglio 1986, la legge sull’istruzione comprende le disposizioni relative alle scuole speciali.

Nella primavera del 1992, il Parlamento ha deciso di trasferire la responsabilità delle scuole speciali per handicappati mentali dai Consigli di contea alle autorità locali. Tale passaggio di competenza doveva avvenire gradualmente entro la fine del 1995. Nell’autunno del 1993, otto Consigli di contea sui ventiquattro presenti in tutto il paese avevano già proceduto a mettere in pratica tale trasferimento di competenza.

Un nuovo curriculum è stato applicato all’intero sistema dell’istruzione obbligatoria dal 1° luglio 1995 mentre l’istruzione non obbligatoria ne aveva già uno suo nuovo a partire dal 1° luglio 1994. Questi due curricula decisi dal Governo sono completi di quadri orari e programmi di corsi distinti in base al tipo di scuola a cui sono destinati e degli obiettivi pedagogici per le scuole secondarie superiori speciali.

L’Agenzia nazionale dell’istruzione ha elaborato programmi speciali per gli alunni sordi e con difficoltà uditive relativamente alle seguenti materie: seconda e terza lingua straniera, inglese, motricità e teatro, svedese e lingua dei segni. Le altre materie vengono insegnate secondo i programmi dell’istruzione obbligatoria. L’Agenzia nazionale dell’istruzione ha ugualmente elaborato dei programmi a parte destinati agli alunni portatori di handicap mentali.

Esistono due tipi di scuole dell’obbligo per handicappati mentali: le scuole dell’obbligo propriamente dette e le scuole "di formazione". Le prime sono frequentate da alunni ritenuti in grado di imparare a leggere, a scrivere e di acquisire altre conoscenze; le seconde sono destinate ai bambini che non riescono a seguire i corsi tenuti nelle scuole dell’obbligo per portatori di handicap mentale. Le scuole speciali dell’istruzione secondaria superiore propongono una formazione professionale secondo i curricula nazionali o secondo curricula specifici, oppure corsi che seguono curricula individuali che possono comprendere una formazione professionale o la preparazione a un mestiere.

In linea di principio, gli alunni che frequentano una scuola dell’obbligo per portatori di handicap mentale hanno il diritto, come gli altri alunni, di scegliere l’istituto a cui iscriversi, sia che si tratti di una scuola municipale sia che si tratti di una scuola indipendente.

Il Parlamento ha deciso che i bambini portatori di handicap mentali non dovrebbero essere ammessi all’educazione speciale per un periodo di prova di quattro anni senza il permesso del loto tutore o dei genitori. L’obiettivo di questo periodo di prova è di valutare se l’alunno mentalmente ritardato può essere ammesso in una scuola normale.

7. LA VALUTAZIONE E L’ISPEZIONE

7.1 LE RIFORME DELLA VALUTAZIONE NEL SISTEMA SCOLASTICO: LA VALUTAZIONE DELLE SCUOLE E DEL PERSONALE INSEGNANTE

Le riforme dell’inizio degli anni 90 e l’adozione del sistema di gestione delle scuole orientato verso il raggiungimento degli obiettivi, hanno modificato la condizioni di valutazione dell’insegnamento. La priorità viene data ormai alla razionalità e alla funzionalità, con maggior attenzione alle richieste e alle necessità individuali.

In seguito all’entrata in vigore del nuovo sistema di gestione delle scuole, la valutazione scolastica è responsabilità di ogni singolo istituto. La conseguenza è che l’organizzazione e l’attuazione della valutazione possono variare sensibilmente da un istituto all’altro.

La maggior parte della valutazione scolastica viene quindi effettuata a livello locale all’interno delle scuole e delle municipalità. Ciascuna autorità di organizzazione scolastica redige, in conformità con la legge sull’istruzione, un programma delle attività scolastiche e un programma scolastico, e ciascuna scuola deve avere un programma di lavoro delle sue attività. Sia i programmi scolastici che i programmi di lavoro devono essere regolarmente sottoposti a revisione.

Con la nuova ripartizione delle competenze le municipalità sono direttamente responsabili dell’organizzazione e dell’attuazione della valutazione. Ciò comporta che ci possano essere delle diversità nel modo di condurre la valutazione. Alcune municipalità, ad esempio, si avvalgono di un sistema di ispezione che altre non hanno.

L’Agenzia nazionale dell’istruzione ha il compito di seguire e di procedere alla valutazione della scuola. Ogni anno, l’Ufficio nazionale di statistica raccoglie una grande quantità di dati sulla scuola che vengono poi elaborati dall’Agenzia nazionale dell’istruzione che a sua volta, ogni tre anni, realizza una valutazione globale dell’evoluzione delle scuole svedesi sulla base delle informazioni ottenute dalle Agenzie delle varie municipalità.