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ITALIA
Il Barocco
Fu indubbiamente un'epoca di crisi:
mentre si aggravava la decadenza politica in coincidenza con la crisi del predominio
spagnolo, si verificava, in economia, un ritorno massiccio alla proprietà terriera, con
il conseguente passaggio, sul piano culturale, da una fase cosmopolitica a una fase
provinciale. Con la rivoluzione copernicana, inoltre, l'uomo e la Terra che egli abitava
non erano più al centro del cosmo: si smarriva la sintesi rinascimentale e veniva meno
ogni certezza, tranne quella dell'instabilità del male. Di qui la ricerca del nuovo a
tutti i costi, la poetica della "meraviglia", che si limitava però, il più
delle volte, a un semplice artificio retorico.
Il compiacimento barocco per
l'elemento scenografico caratterizzò le altre forme teatrali del Seicento, dalla Commedia
dell'Arte, che, sorta alla fine del secolo precedente, si affermò come forma nuova di
spettacolo, non libresca ma fondata sull'esperienza viva degli attori, al melodramma, nel
quale parole e musica confluivano al comune risultato del "recitar cantando":
tali nuove esperienze teatrali rappresentarono un originale contributo italiano alla
civiltà culturale europea.
Galileo Galilei |
L'opera scientifica di
G. Galilei (1564-1642) nacque in un clima antirinascimentale, secondo una nuova
impostazione della ricerca scientifica, che rifiutava di anteporre le regole
all'originalità dell'esperienza. Se è vero che la prosa galileiana, per la sua chiarezza
esemplare, rimane lontana dall'artificioso stile barocco, la lotta contro il principio di
autorità si ricollega all'antiaccademismo del Seicento; e tipicamente barocco è
l'entusiasmo della scoperta, mediante il telescopio, di nuovi mondi, come barocco è lo
stupore dinanzi alle meraviglie del cosmo rivelate dal microscopio. |
Il motivo essenziale della nuova
ricerca storica barocca, e cioè la minuziosa cura filologica nella ricostruzione degli
eventi, il cui stile è solo in apparenza freddo e disadorno secondo modi cinquecenteschi:
in realtà, la capacità dello scrittore di analizzare la complessa realtà degli intrighi
e dei maneggi diplomatici rivela un'eccezionale forza di ritrattista morale e un'acutezza
psicologica che è in armonia con le nuove tendenze del secolo. Cadute le resistenze di
intellettuali come Galilei, la Controriforma dilagò nella seconda metà del Seicento
grazie all'opera tenace dei gesuiti, che cercarono di conciliare la cultura laica con il
magistero ecclesiastico. Le prime avvisaglie di una nuova sensibilità, orientata verso un
ritorno al classicismo, si avvertirono infine, alla fine del secolo, presso gli esponenti
della scuola galileiana.
SVEZIA
Solo col sec. XVII il gusto erudito
del Rinascimento europeo giunse in Svezia. Centro di irradiazione del mutato clima
culturale fu la corte della regina Cristina, punto d'incontro di letterati stranieri e
svedesi. Il gusto elegante e mondano dell'ambiente si riflette in una letteratura di forme
auliche e altisonanti, modellata sui classici greci e latini. Ne sono massimi esponenti
Georg Stiernhielm (1598-1672), il "padre della letteratura svedese", autore del
poema Herkules(1658), che riprende il tema classico di Ercole dibattuto tra la virtù e il
piacere, e Olaus Rudbeck (1630-1702) che nel poema Atland o Manheim presenta la S. come la
culla della cultura occidentale identificandola con l'Atlantide di Platone.
Uno spirito popolaresco e goliardico
è invece riconoscibile in due poeti isolati dalle correnti ufficiali: Lars Wivallius
(1605-1669) e Lars Johansson detto Lasse Lucidor (1638-1674), spiriti vagabondi che
cantarono con vena popolareggiante l'ebbrezza del vino e dell'amore.
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